fbpx

CONSAPEVOLEZZA, ESPRESSIVITA’ E PADRONANZA IN BIOENERGETICA

Il terapeuta bioenergetico per orientarsi nel lavoro con i pazienti utilizza le cosiddette 3 colonne del sé di Lowen: consapevolezza, espressività, padronanza.

Si tratta di un percorso in cui il lavoro analitico ed il coinvolgimento corporeo aiutano a prendere consapevolezza delle proprie tensioni muscolari e di come si sono create.  La persona nel corso di una terapia bioenergetica impara a rimettere in gioco gli impulsi bloccati che trovano finalmente espressione in un movimento che progressivamente diviene pieno ed armonioso. Infine acquisisce padronanza dei propri sentimenti e si esprime in modo radicato (“grounded”) nella realtà che vive.

 

La consapevolezza
Fa riferimento alla coscienza corporea, ovvero delle nostre emozioni. Per esempio essere coscienti del corpo qui ed ora può voler dire sentire l’agitazione che si esprime nel cuore accelerato o nella voce tremante.

Va distinta dalla consapevolezza della storia narrativa che può contenere distorsioni percettive.

Spesso è legata alla velocità. Ci sono i pazienti che parlano velocissimi senza fare pause, all’inizio della terapia può essere anche normale, ma andando avanti può essere utile fermarli per aiutarli a passare dal pensare al sentire. E allora gli chiediamo come ti senti? La domanda rallenta i processi cognitivi e acquisisce consapevolezza.

 Non siamo culturalmente educati alla consapevolezza corporea quindi è facile che al come ti senti all’inizio la risposta sia: “In che senso?”.

Espressività
Fa riferimento alla capacità di esprimere le emozioni non solo a livello narrativo ma a livello corporeo.  Significa essere in grado di esprimere in maniera spontanea l’emozione.

I due estremi di incapacità espressiva: una persona che controlla ma è tesa, trattenuta, o con gli occhi carichi di odio.

Oppure una persona che eccede dal lato opposto. C’è un’espressività esagerata. Ad esempio se sente un po’ di agitazione comincia a gridare. Ma non sta esprimendo la paura, sta solo esagerando le proprie emozioni.

Lowen chiamava questi due estremi il sottomesso e il ribelle. Uno tende ad ipoattivarsi e l’altro a iperattivarsi.

Padronanza
È la capacità di regolare e contenere le emozioni, di rispondere adeguatamente. È una funzione che specialmente all’inizio della terapia riguarda il terapeuta. Quando si è padroni di un’emozione significa che essa rimane dentro alla nostra finestra di tolleranza e rimaniamo integri, né sentiamo il trattenimento oppure il controllo e neppure l’emozione ci è scappata di mano o ci ha travolto. 

Mancanza di padronanza: controllo, evitamento, perdita di fuoco o confusione. L’emozione ha superato la finestra di tolleranza.

Sono padrone se sento che posso stare in quell’emozione e non devo attivare meccanismi di difesa.

Se una donna tira una sberla al marito significa che ha perso il controllo e quindi ha avuto in quel momento poca padronanza dell’emozione della rabbia. 

 Sono padrone se in quell’emozione sento che posso starci e non devo attivare dei meccanismi di difesa, quali trattenimento etc..

Nel lavoro terapeutico una serie di esercizi aiutano a sviluppare la padronanza di sé attraverso esercizi di carica e contenimento oppure attraverso esercizi con la voce.

 

 

 

 

© Cristina Radif | P. IVA 02074720992

Privacy Policy