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“Si veste in quel modo trasandato”, disse con smorfia e disappunto al marito. “E trascorre gran parte del suo tempo a leggere quegli stupidi libri”, ribadì con forza.

Quella signora, capelli bianchi e ben vestita, si lamentava della figlia con un tono curiosamente aggressivo.

Quest’ultima, 16 anni, conduceva la sua vita scegliendo ciò che più desiderava, vestendo come meglio credeva e frequentando chi più prediligeva. Tutto sommato era felice.

Quella ragazzina sapeva il fatto suo, ma la madre non mancava di criticarla ogni qualvolta una scelta non fosse allineata con il suo credo.

Che vecchia storia.

Una figlia che ad ogni mossa compiuta viene incalzata da chi l’ha cresciuta.

E una madre che è felice solo quando la figlia realizza le sue aspettative, non certo le proprie si intende.

La madre mi guardò fissa negli occhi e rimase come folgorata dalla propria intuizione. Potei scorgere il retrogusto amarognolo del suo pensiero.

Comprese all’improvviso che qualcosa si stava pericolosamente tramandando da generazioni. Modelli educativi intrisi di aspettative, critiche, giudizi e innumerevoli giusti o sbagliati si riproponevano silenziosamente di madre in figlia.Quella donna non riusciva a fare un passo indietro per vedere fiorire la figlia e lasciarla procedere nella vita con l’andatura che più amava, le magliette che più prediligeva e leggendo i libri che più la emozionavano.Comprese in pochi attimi che trascorreva più tempo a criticarla di quanto non ne passasse a chiedersi come mai era così difficile accoglierla ed amarla così com’era. E allo stesso tempo un velo di tristezza le mutò il viso. Lei stessa era stata amata, se di amore si può dire, in quella maniera e stava divenendo inconsapevolmente portatrice del messaggio “d’amore” che le era più familiare: “Ti amo solo se…”.  E dietro a questo “se” innumerevoli aspettative e desideri più o meno consci: “Ti amo se sei come me”, “Ti amo se sei come voglio io”, “Ti amo se…”.

Ci salutammo sulla porta, nel suo sguardo il desiderio di incontrare la figlia ed imboccare con lei una strada tutta nuova, la strada del rispetto della differenza, libera da ogni critica o aspettativa.